Il Dōjō

In molti Paesi del mondo è possibile trovare centri di addestramento delle arti marziali asiatiche. Tuttavia, pochissimi di questi luoghi si meritano il titolo di Dōjō .

Generalmente, è molto più appropriato usare i termini palestra o scuola. Questi istituti insegnano solamente la struttura esterna di un’arte, senza comprendere o cercare di trasmetterne il cuore. Il danno arrecato non è molto grave, perché il cliente comune di tali scuole è solamente interessato a modificare il proprio corpo: non ha alcun desiderio di modificare la propria personalità.

La parola Dōjō può essere letteralmente tradotta come”luogo della Via”.

Il Dōjō è quindi un luogo in cui gli studenti tentano di realizzare la realtà ultima dell’arte da loro scelta.

La scuola insegna delle tecniche, così come fa il Dōjō. Tuttavia, in un Dōjō  le tecniche sono considerate un mezzo per raggiungere un obiettivo. Le tecniche devono essere padroneggiate, ma è solo l’inizio, non la fine dello studio. L’obiettivo di una scuola è insegnare all’allievo cose nuove; l’obiettivo di un Dōjō è trasformare la persona in qualcosa di nuovo.

Sebbene l’addestramento iniziale di una scuola sia uguale a quello di un Dōjō, gli obiettivi sono totalmente diversi. E lo sono anche i metodi. In una scuola ci sono l’insegnante e i suoi studenti; in un Dōjō ci sono il Maestro e i suoi discepoli.